La scala del KM
KMo
KM1
KM2
ECOKM
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Esempio di Scala del KM per differenziare tra gli effetti pragmatici di diverse tipologie di KM: (more Info)
KM0: Concetto utilizzato per qualificare quei processi di KM che inevitabilmente emergono dall'utilizzo di tecnologie di gestione della conoscenza, qualunque esse siano: paper & pencil & face to face, IT, I&CT, KMT, ecc. (vedi primo assioma), naturalizzate dagli attori organizzativi in gioco "ad un certo tempo t". Processi di KM che non incidono direttamente e sistematicamente sugli equilibri organizzativi in atto tra gli attori in gioco "allo stesso tempo t" e sono gestiti in un'ottica di prevalente replicazione organizzativa ottimizzante (info playing/gaming);
KM1: Concetto utilizzato per qualificare quei processi di KM che emergono dall'utilizzo di nuove tecnologie di gestione della conoscenza, non ancora naturalizzate in modo omogeneo nel gruppo considerato, ed introdotte al fine di realizzare una ottimizzazione più spinta dei processi organizzativi in atto, senza tuttavia promuovere direttamente trasformazioni qualitative sui diversi livelli: cognitivi, emotivi, relazionali ed organizzativi inevitabilmente coinvolti da ogni intervento organizzativo di KMreengineering;
KM2: Concetto utilizzato per qualificare quei processi Processi di KM che emergono dall'utilizzo di nuove tecnologie di gestione della conoscenza, non ancora naturalizzate in modo omogeneo nel gruppo considerato, ed introdotte al fine di gestire direttamente trasformazioni qualitative sui diversi livelli: cognitivi, emotivi, relazionali ed organizzativi inevitabilmente coinvolti da ogni intervento organizzativo di KMreengineering. In questo caso si tratta di gestire interventi di "sviluppo/evoluzione organizzativa" guidati e controllati che tuttavia non mettono in discussione le architetture organizzative generali e di base degli ambiti coinvolti che rimangono sostanzialmente immutate;
EcoKM: Concetto utilizzato per qualificare quei processi di KM al livello più evoluto della scala che emergono dall'utilizzo di nuove tecnologie di gestione della conoscenza, non ancora naturalizzate in modo omogeneo nell'ambito organizzativo considerato, ed introdotte al fine di promuovere direttamente evoluzioni qualitative sui diversi livelli: cognitivi, emotivi, relazionali ed organizzativi inevitabilmente coinvolti da ogni intervento organizzativo di KMreengineering. In questo caso si tratta di gestire trasformazione qualitative capaci di mettere in discussione le architetture organizzative generali di tutti i soggetti/organizzazioni/stakeholder coinvolti. Il prefisso Eco sta ad indicare l'aspetto generale degli interventi organizzativi di EcoKM, ad esempio, la necessità di gestire gli effetti pragmatici del KMreengineering promosso sia sul versante degli effetti fisico-biologici che su quello cognitivo-culturale dei processi di KM delle organizzazioni considerate. Tutto ciò al fine di realizzare una ecocompatibilità e sosteniblità di sistema che includa sia l'ambito fisico/ambientale che quello cognitivo culturale inevitabilmente implicato da ogni intervento di KMreengineering. Due ambiti che esemplificano la valenza a 360°, transdisciplinare, multipurpose, sistemica ed a tutto campo dell'approccio EcoKM, che si propone, ci sembrano: la gestione del KM in ambito ambientale (Environmental Knowledge Management) ed anche quello della gestione del KM nella sanità (Health Knowledge Management) che richiedono appunto interventi "a tutto campo" su tutti i diversi stakeholder coinvolti, in particolare per le modalità del coinvolgimento del grande pubblico (vedi "doppio empowerment via-computer") negli scenari da Società della conoscenza ad alto tasso di KMT che si prospettano. (Per approfondimenti sulla gestione dinamica del mix tra i diversi livelli di KM si veda anche "Griglia di ChekUp delle culture di KM"...)
sabato 3 novembre 2007
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Linguaggi e Culture del KM
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